The course

Manifesto degli Studenti
Requisiti

Per l’ammissione al corso di laurea triennale in Tecniche della Prevenzione A.L.L. si richiede il possesso del titolo di scuola secondaria superiore previsto dalla normativa in vigore o di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo dagli organi competenti dell’Università.

L'accesso al Corso di Laurea è a numero programmato nazionale in base alla legge 2 agosto 1999 n. 264, ed è subordinato al superamento di un esame di ammissione che consiste in una prova con domande a risposta multipla. Per la verifica della preparazione iniziale, sono richieste conoscenze di base di biologia, chimica, matematica e fisica a livello di scuola media superiore, e conoscenze di cultura generale e abilità di ragionamento logico. Inoltre lo studente deve possedere, come pre-requisiti, buona capacità al contatto umano, buona capacità al lavoro di gruppo, abilità di analisi e risoluzione dei problemi, abilità ad acquisire autonomamente nuove conoscenze e informazioni e capacità di valutarle criticamente.

Il Bando per l’ammissione ai Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie è pubblicato annualmente dall’Ateneo al seguente link:

Tutte le informazioni relative al corso sono disponibili nella sezione Iscriversi.

Nel caso di mancato superamento della verifica saranno assegnati degli obblighi formativi aggiuntivi (OFA) da soddisfare nel primo anno di corso. Clicca qui per le modalità di recupero delle eventuali carenze nella preparazione iniziale.

In caso di mancato assolvimento degli OFA, lo studente sarà iscritto al primo anno ripetente.

Pagina Informativa test ammissione e Test OFA   

Ulteriori informazioni sono disponibili nella sezione Iscriversi.

Il Corso di Studio in breve

Il percorso di formazione prevede l'acquisizione di conoscenze scientifiche di base nel campo della chimico-fisica, della biologia, della struttura e del funzionamento del corpo umano, dell'ecologia, della statistica e dell'epidemiologia; tale studio viene in gran parte completato nel primo anno di corso ed è facilitato dall'offerta di esercitazioni d'aula e di laboratorio. Già nella seconda parte del primo anno gli studenti si confrontano con alcuni temi caratterizzanti del corso: lo studio del comparto specifico delle acque e l'analisi dei rischi fisici negli ambienti di lavoro; tali materie vengono trattate sia nelle lezioni frontali che nelle attività di tirocinio che si svolgono principalmente presso i servizi di Prevenzione e Protezione delle Aziende Sanitarie, i Servizi Igiene Ambienti di Vita (SIAV) dell'ASP e Studi di consulenza (in ambito di Sicurezza ambientale). Nel secondo anno di corso sono esaminati i rischi chimici - ambientali ed occupazionali - e viene preso in esame più complessivamente il tema della tutela negli ambienti di lavoro sotto il profilo della sicurezza, del sistema di controllo pubblico e delle buone pratiche aziendali; parallelamente vengono trattate le basi giuridiche amministrative, penali e del lavoro dell'attività professionale; lo studio teorico viene affiancato dall'esperienza di tirocinio che affronta la sicurezza nei luoghi di lavoro presso lo SPRESAL (Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro) ed il Servizio Prevenzione e Protezione aziendale dell'ASP, e Studi di consulenza (in ambito di Sicurezza dei luoghi di lavoro). La seconda parte del secondo anno è dedicata principalmente ai temi della sicurezza alimentare sia nello studio teorico (chimica degli alimenti, tecnologie, analisi del rischio, modalità di prevenzione e controllo) che nelle applicazioni pratiche. Ad esso si affianca l'insegnamento di scienze umane, che introduce i temi della psicologia del lavoro e delle organizzazioni e della responsabilità professionale. Nel terzo anno viene approfondita la conoscenza delle malattie correlate al lavoro e della loro prevenzione, sia nelle lezioni frontali che nelle attività di tirocinio. Viene inoltre affrontato in modo complessivo il tema della prevenzione negli ambienti indoor e nelle comunità, con un'attenzione particolare agli aspetti della comunicazione del rischio e all'organizzazione in caso di emergenza. Nel secondo semestre la preparazione viene completata con materie attinenti alla fisica ambientale e alle misure di controllo dell'inquinamento. Alla formazione teorica si affianca il tirocinio presso i servizi d'igiene ambientale delle aziende sanitarie, SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) e SVET (Servizio Veterinario) dell'ASP, nonché Studi di consulenza. Nella seconda metà del terzo anno acquista particolarmente importanza lo stage per la tesi che introduce con più profondità lo studente nel mondo del lavoro; la tesi finale completa la formazione con l'apprendimento delle modalità di studio ed approfondimento di uno specifico tema e il perfezionamento delle capacità logiche e comunicative del laureando. I laureati sono in grado di individuare i potenziali pericoli presenti negli ambienti studiati, di definirne le caratteristiche fondamentali e/o di usare gli strumenti per raggiungerne una conoscenza più approfondita; sanno misurare l'esposizione ai fattori di rischio ed infine definire il rischio per le popolazioni interessate. Essi sanno inoltre indicare le soluzioni idonee ad eliminare o limitare il rischio e sanno adoperare le modalità di prevenzione a disposizione delle Autorità Pubbliche per il raggiungimento di tale fine, siano esse di promozione alla salute e ai comportamenti corretti o siano coercitive e sanzionatorie e/o applicate in collaborazione con l’ Autorità Giudiziaria.

Obiettivi Formativi

Il corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro prepara professionisti che operano nel campo della tutela della collettività e dei singoli individui dai rischi presenti negli ambienti di vita e di lavoro. L’analisi dei rischi viene condotta per tipo di rischio e per matrice di provenienza. I rischi studiati sono riferiti sia alla salute che alla sicurezza e comprendono i rischi fisici, chimici, biologici, ergonomici, di incidente e di infortunio, nonché i rischi che compromettono in maniera multifattoriale il benessere delle popolazioni limitandone l’aspettativa di vita o riducendo gli anni di vita privi di disabilità attesi. Le matrici di provenienza su cui è condotta l’analisi riguardano: l’ambiente di vita esterno (tradizionalmente diviso nei tre comparti dell’aria, dell’acqua e del suolo), l’ambiente indoor delle abitazioni e delle comunità, gli alimenti di origine vegetale o animale e la loro filiera, il lavoro di produzione e di servizi e gli ambienti ed i contesti organizzativi in cui si effettua.
I laureati sono in grado di individuare i potenziali pericoli presenti negli ambienti studiati, di definirne le caratteristiche fondamentali e/o di usare gli strumenti per raggiungerne una conoscenza più approfondita; sanno misurare l’esposizione ai fattori di rischio ed infine definire il rischio per le popolazioni interessate. Essi sanno inoltre indicare le soluzioni idonee ad eliminare o limitare il rischio e sanno adoperare le modalità di prevenzione a disposizione delle Autorità Pubbliche per il raggiungimento di tale fine, siano esse di promozione alla salute e ai comportamenti corretti o siano coercitive e sanzionatorie e/o applicate in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria. I laureati nel corso conoscono i principi della comunicazione del rischio e li sanno applicare sia nelle attività di formazione a gruppi specifici che nei rapporti più generali con gli individui e le popolazioni interessate. Sanno inoltre lavorare in gruppi multiprofessionali e più in generale sanno collaborare con professioni e specializzazioni diverse dalla propria al fine di raggiungere l’obiettivo di prevenzione più adeguato. Hanno acquisito la capacità di trattare criticamente l’informazione e di approfondire autonomamente temi specifici; sanno essere flessibili nell’affrontare temi e condizioni di contesto che mutano con alta frequenza e sanno attendere all’aggiornamento continuo del proprio bagaglio di conoscenza. I laureati nel corso hanno acquisito un robusto senso etico del loro operare e lo sanno tradurre nella trasparenza del percorso dell’indagine e della decisione, nella capacità di individuare gli interessi in gioco ed esplicitarne il ruolo nelle soluzioni adottate, nella correttezza ed imparzialità dell’operare e più in generale nello spirito di servizio al bene della comunità.

Sbocchi Occupazionali

Il corso prepara alla professione di: Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (codice ISTAT 3.2.1.5.1). 

I laureati in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 58 e successive modificazioni ed integrazioni; ovvero sono responsabili, nell'ambito delle loro competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene di sanità pubblica e veterinaria.
Il Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro può lavorare in Enti pubblici (come Dipartimenti di prevenzione e Uffici di sicurezza delle Aziende Sanitarie Provinciali, Ministero della Salute, ARPA), aziende private, studi di consulenza; può svolgere anche lavoro autonomo. Nelle ASP, i Tecnici della prevenzione operano nei servizi anche con compiti ispettivi e di vigilanza e sono, nei limiti delle loro attribuzioni, ufficiali di polizia giudiziaria; svolgono attività istruttoria, finalizzata al rilascio di autorizzazioni o di nulla osta tecnico-sanitari per attività soggette a controllo. All'interno del Dipartimento di Prevenzione afferiscono i servizi:
a) SPRESAL (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro). Effettua controlli nei luoghi di lavoro, quali cantieri edili, uffici, fabbriche, aziende, con funzione di pubblico ufficiale.
b) Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. Effettua controlli in progetti edilizi e strutture ad uso sanitario, scolastico, socio-assistenziale, turistico, commerciale, per i quali svolge anche una successiva attività di vigilanza; sale operatorie; centri commerciali, piscine e centri sportivi, laboratori di tatuaggi, centri di estetica e solarium.
c) SIAN (Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione). Interviene in aziende di produzione agricola e ortofrutticola, laboratori alimentari artigianali, industrie alimentari, rivendite di alimentari, aree di deposito di alimenti all'ingrosso, mezzi di trasporto per alimenti, acquedotti e stabilimenti di acque minerali.
d) Servizio Veterinario. Interviene in macelli e luoghi per la conservazione, trasformazione, lavora-zione, trasporto, deposito e vendita degli alimenti di origine animale. Vigila su sanità e benessere animale, sull'igiene degli allevamenti, e ha compiti di farmaco-sorveglianza. Si occupa anche di movimentazione dei capi, di animali d'affezione e di animali esotici.
e) ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente). Opera per la prevenzione, la riduzione e l'eliminazione dell'inquinamento ambientale. All'interno dell'ARPA, il Tecnico della prevenzione svolge attività di controllo delle emissioni in atmosfera, della qualità dell'aria, della presenza di microinquinanti, dell'inquinamento idrico industriale e dell'inquinamento acustico, dell'inquinamento del suolo e degli impianti di trattamento dei rifiuti.
f) USMAF (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera). Sono uffici periferici del Ministero della Salute che si occupano del controllo sanitario su passeggeri e merci che transitano attraverso i punti di ingresso transfrontalieri.
Nelle aziende private, nell’ambito delle attività previste dalla normativa vigente, i Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro svolgono attività di consulenza riguardo ai fattori di rischio presenti in azienda nell'ottica di eliminarli o ridurli, in qualità di responsabili della sicurezza, di formatori, valutatori, gestori e comunicatori del rischio.